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Un paese da vivere

Il cuore antico di Riccione, il “Paese”, è la memoria e la tradizione viva della Perla Verde. Oltre il turismo di massa c’è questa realtà fatta di vicoli, architetture popolari elegantemente restaurate, fitte relazioni umane e sociali e un tessuto commerciale e artigianale che ha scelto di puntare sul valore del rapporto diretto coi clienti.

Il “Paese”, adagiato tra mare e colline, esprime con entusiasmo la propria personalità, ed ogni occasione è importante per proporre eventi, manifestazioni e iniziative che si caratterizzano per l’originalità e, ancora più, stupiscono per il coinvolgimento diretto degli abitanti e delle realtà economiche. Vetrine allestite di volta in volta con il tema prescelto e piazzette trasformate in teatri all’aperto che accendono i riflettori su concerti o sfilate.

Un luogo da vivere e da scoprire vi aspetta. Insomma, ci vediamo in Paese !

Flash mob durante la “Movida de pais”

E’ arrivato, il ricordo!

Foto di Daniele Marzocchi

Sai cosa è bello qui la sera tra quei tavoli e tra quella gente?
Non il frastuono, la musica, la gente. Nemmeno le carezze degli sguardi e i sorrisi dei passanti.
Non basta l’allegria che contagia e ti rapisce.
Qui è bella l’attesa. Quella sensazione che ti regalerà un attimo, un passaggio, un ricordo.

Succede così che a un certo punto uno alza la testa… e lo vede. È una cosa difficile da raccontare.
Voglio dire… Ci stanno in più di mille persone, in quella via, tra tavoli e divani, alcuni ambiziosi altri improbabili, a ragion di logica, molti anche invadenti. Seduti e passanti, e gente di fuori, gente un po’ strana, e noi… E c’è sempre, ogni volta, in quelle sere, uno, uno solo, uno che per primo… se ne accorge e lo vede.
Magari era lì che stava mangiando, bevendo, qualcosa , o passeggiando, semplicemente, da solo o in compagnia… magari era lì che si stava guardando in giro, ascoltando musica, fissando un gesto, un movimento, un colore, un dettaglio, alza la testa un attimo, allunga lo sguardo … e lo vede.
Allora si blocca, trattiene il respiro, la mano si ferma lì dov’era, il cuore va a mille e, sempre, tutte le volte, giuro, sempre, si gira verso di noi, verso la gente, verso tutti, e sorride. E’ arrivato, il ricordo! Chissà se ha con sé una bella canzone?

(Natale Arcuri)

In via Cervi…

Corso Cervi è una via stretta, antica. Un budello di ciotoli e botteghe. Un’isola in comproprietà. Dove un ciao è ancora un saluto.
In via Cervi la mattina, al bar, si leggono i giornali, non ci ferma per il caffè. E Vittorio ha sempre lo sguardo imbronciato, Barbara invece sorride e si lascia guardare.
La signora Emilia, non vuole capire che la frutta nelle cassette non si tocca e non si cambia. Possibile, dice, che non posso scegliere le arance più dure?
In Via Cervi non serve staccare il bilgietto e all’Argentina c’è tutto già pronto.

In via Cervi non si passeggia, si vive. In via Cervi ci sono i lampioni per finta. La luce non serve, la luce si trova.
In via Cervi la festa s’incontra, ti ricorda che forse il tempo non passa. Ti parla di gente, di cose e di mani.
In via Cervi, passando, la incontri. Non sai come dirlo, non sai come fare.
In via Cervi i colori dei muri e i neon delle insegne sono le quinte di una antica canzone. Le piante i guardiani di una piccolo mondo.
In via Cervi c’è uno sguardo, un sorriso e una voce. Che chi passa non sbaglia a trovare incantevole. Non fosse per nient’altro che per la sua bellezza. Non fosse nient’altro che per la sua dolcezza.

(Lucia Baleani)